Google+ Il Giullare Cantastorie - Scrittori, artisti e band emergenti: luglio 2014

giovedì 31 luglio 2014

Comunicazione ufficiale: pausa di agosto.


Signori e signore, il Giullare Cantastorie vi augura buone vacanze!
Ripartiremo a settembre con le pubblicazioni e renderemo questo blog un vero e proprio spazio per la cultura libera in rete!
Grazie a tutti di cuore!
Buone vacanze!

Davide Sasso - Amministratore del Giullare Cantastorie

lunedì 28 luglio 2014

#ScrittureBrevi - Beppe Malizia

dovremmo sempre vivere con la paura di morire, 
mai morire per paura di vivere...

GiullareNews: Trovato elisir di lunga vita, capace di ringiovanire di 10 anni (di Lucia Borrello)

Vero il detto "Chi trova un amico trova un tesoro", ma i nostri dolci e cari cuccioli, sostituiscono egregiamente anche i chirurghi plastici, gli psicologi, i neurologi e sono perfetti personal trainer. Sono compagni fedeli fino alla morte, non chiedono molto in cambio, solo cibo, un tetto per ripararsi e tanto ma tanto amore. Dopo questa sorprendente scoperta, sicuramente i vostri cuccioli saranno amati molto di più.

Il risultato di uno studio condotto dalla Saint Andrew University, in Scozia, pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, dimostra quanto possono essere utili, inconsapevolmente, i nostri cuccioli. Gli esperti hanno monitorato per una settimana 547 volontari proprietari di cani e non, tutti distanti tra loro circa 100 chilometri.

Per una settimana i dolci vecchietti, prima di uscire di casa, per la loro abituale passeggiata, hanno indossato un accelerometro (uno strumento di misura in grado di rilevare e misurare l'accelerazione), così da poter misurare la loro tonicità muscolare.

I risultati del monitoraggio hanno dimostrato che i vecchietti proprietari di cani erano più tonici del 12%, rispetto ai vecchietti senza animale. Il loro livello di attività fisica, senza volerlo, li aveva mantenuti in forma ed il loro grado di tonicità muscolare era superiore rispetto alla loro età anagrafica. Anche la psiche ne aveva trovato giovamento, visto che i proprietari dei cani non soffrivano di ansia, né di depressione.

In pratica, prendersi cura di un animale è come bere un elisir di lunga vita, dimostrando 10 anni in meno, rispetto agli standard conosciuti. A questo punto, molti sicuramente avranno avuto l'istinto di guardare ed accarezzare il proprio cucciolo, e chi invece non ne possiede uno, gli sarà balenata nella testa, anche solo per una frazione di secondo, l'idea di prendersi un cucciolo in casa. Beh, prima di fare un gesto tanto lodevole, pensateci bene, perché prendere un cucciolo non è come comprarsi un oggetto qualunque. Se volete davvero adottare un cucciolo, ben venga, ci sono tanti canili pronti ad offrirvelo, ma il vostro gesto dovrà essere consapevole, che una volta adottato il cucciolo, bisognerà accudirlo, e non abbandonarlo mai. Perché amare un cucciolo è un elisir di lunga vita, ma abbandonarlo, avrà l'effetto contrario, avrete un invecchiamento precoce visto il gran rimorso che vi attanaglierà per sempre.

Lucia Borrello


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#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori

Collegamento permanente dell'immagine integrata

La perfezione non è fra noi. L'amore fra diversi aiuta.

domenica 27 luglio 2014

#Giullare News: Brescia: un milione e 500 mila caramelle blu elettrico. Scoperto dai NAS, che le caramelle blu sono tossiche e dannose in particolare per i bambini

Chi davanti ad una bancarella, durante le feste di paese o entrando in un negozio di dolciumi non è stato attirato da quelle caramelle blu elettrico cosparse di granelli di zucchero con un cuore di gomma da masticare e non gli è venuta voglia di assaggiarle? Belle da vedere, e quando le si mangia, poi ci si ritrova a sentir pizzicare la bocca, scoprendo che ci hanno colorato la lingua di blu. Divertente, specialmente per i bambini, che amano le caramelle, ma ahi noi, invece, questo tipo di dolci è davvero dannoso per la salute.

I carabinieri del Nucleo Antisofisticazione ( i NAS) di Brescia, hanno sequestrato un milione e 500 mila caramelle blu elettrico, contenente l' E133 (un colorante blu) superiore di 200 milligrammi per chilo, consentito per legge. Il colorante E133 (Blu Brillante FCF) è un prodotto di laboratorio, e originariamente lo si trova in polvere e solubile in acqua, viene utilizzato per la produzione di gelati, nei piselli, nei dolci e nelle bibite. Questo additivo (E133), fino a qualche anno fa era stato vietato in numerosi paesi ( Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia e Svizzera), perché è un colorante alimentare sintetico liquido ottenuto dalla distillazione del carbone per ricavare il coke, un combustibile utilizzato dalle industrie siderurgiche, e se combinato con la tartrazina (E102) si realizzano varie tonalità di verde.

Mentre l' Unione Europea (UE) ha dichiarato, che questo additivo, se usato in minime dosi, è innocuo dando il via libera alla sua produzione, il Nucleo Investigativo Alimentare, è di parere decisamente contrario, sconsigliando il consumo dell' E133 e consigliando di eliminare dalla dieta i prodotti che contengono il Blu Brillante FCF, in particolare per i bambini, perché può provocare nausea, insonnia, orticaria e nei peggiori dei casi causare persino problemi al sistema nervoso.

Il sequestro delle caramelle blu, ha portato una perdita di 40 mila euro alle case produttrici, ma è stato un enorme guadagno per la salute nostra e dei nostri bambini.

Lucia Borrello


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Haiku di Beppe Malizia

giù dalle nubi
gocce in volo libero 
suicide al suolo

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori


Siamo formiche 
Dall'assenza di senso 
Affaticate

sabato 26 luglio 2014

Alla ricerca di Atlantide - Leonardo Pisani

E' una mia poesia che è stata selezionata per la pubblicazione nella raccolta poetica del PREMIO NAZIONALE LA LUNA E IL DRAGO V EDIZIONE - IL VIAGGIO.

Alla ricerca di Atlantide.
Correrò,
tanto da consumare le scarpe,
sul sentiero dell’irreale
e mi fermerò
sul suo baratro.
Nel profondo mi tufferò,
alla ricerca di Atlantide.
Forse incontrerò
La nave di Martin Eden
Ed andremo navigando
Nell’oceano dell’Assurdo,
alla ricerca di Atlantide.

Quandoarriveremo
ai suoi lidi,
dove Beethoven suona
il piano bar
ed Ulisse, compiaciuto,
sorseggia un Manhattan,
incontreremo due Sirene.
Conosceremo l’amore.

GiullareNews: Spray al peperoncino: nuova arma di difesa, in dotazione a settembre alle forze dell'ordine

In attesa di un decreto ministeriale, i corpi di polizia e carabinieri, hanno già sperimentato l'efficacia dello spray al peperoncino, che verrà catalogato come arma, dando così il via libera al suo utilizzo.

Lo spray al peperoncino, utilizzato in particolare dalle donne, come arma di difesa contro i mal intenzionati, è un gas OC (da olcaresin capsicum) lacrimogeno. Il principio attivo, dello spray, è la capsaicina, derivato dai frutti delle piante del genere Capsicum, tra cui vi è il peperoncino.

Tramite la macinazione dei frutti migliori, si estrae la capsaicina, trasformata in un solvente organico (etanolo), che viene fatto evaporare, ottenendo una resina. Alla resina, viene aggiunto, in seguito, del glicale propilenico, ottenendo così una sospensione acquosa. Il tutto viene pressurizzato per ottenere un areosol e in fine lo spray. Solitamente il gas OC viene immagazzinato in bombolette di ridotte dimensioni, in modo da essere trasportate comodamente.

Gli effetti dello spray al peperoncino, causano essenzialmente infiammazione, in particolare agli occhi e alle mucose della bocca. La respirazione del gas OC, provoca bruciore agli occhi e bocca, tosse e lacrimazione prolungata. Per poter eliminare, gli effetti, non basta lavarsi con acqua corrente, visto che la capsaicina non è solubile in acqua, ma è possibile però, attenuare l'effetto infiammatorio, lavandosi con saponi e detergenti comuni, e raffreddare le parti interessate con del ghiaccio.

Los Angeles Times, già nel 1995, catalogava lo spray al peperoncino, come arma di difesa non letale, ma riportava anche 61 casi di decesso riconducibili all'uso del gas, visto che in soggetti asmatici, può provocare gravi complicanze respiratorie.

A fine settembre, lo spray al peperoncino, sarà in dotazione nei reparti mobili di polizia e carabinieri, che potranno usarlo come arma, per sedare i disordini durante le manifestazioni in piazza. Lo spray avrà una gettata più lunga di quella dello spray sperimentale (5 metri invece di 3), come è stato annunciato dal vicecapo della polizia vicario, Alessandro Marangoni.

Per i manifestanti, forse, a questo punto sarà meglio munirsi di mascherine, occhiali, sapone e ghiaccio, sperando che tra loro non ci siano soggetti asmatici.


Lucia Borrello

Pensiero confuso - Michele Scalabrin

È strano come a volte nella vita si è pieni di pensieri, frasi, emozioni e non riuscire a comunicarle, a farle capire alle persone che ti circondano… alle volte intorno a me ci sono situazioni che proprio non capisco. Amore, amicizia sono sentimenti che vanno e vengono senza poter congelare, conservarli nel tempo, pur mettendoci del tuo…non ce niente da fare. Se è destino che le cose vanno in una certa maniera non ce verso di cambiare rotta. A questo punto scatta la fase della resa. Ti devi arrendere di fronte all’ennesima sconfitta, ti devi fermare…”son cose che succedono” ti senti dire da altri…dopo la caduta ci si rialza, si diventa più forti, si è pronti per affrontare un’altra fase; si perche la vita è piena di fasi…dove sono ora…..non so che strada prendere o per pigrizia non prendo una direzione…non so….va a momenti…qualche volta mi sento pronto per affrontare il mondo, mentre a volte vado in crisi non trovando persone che mi sostengono….che mi fanno sentire a mio agio, provo a trovare rifugio nelle vere amicizie…poche e alle volte indisposte, nelle cose materiali e nelle passioni…sognando….forse troppo.
Sembra di essere in un tunnel senza uscita…ce sempre una via di fuga…ma qual è quella giusta? E quanto tempo passerà prima di trovarla?…

Haiku di Beppe Malizia

anime belle 
prima anco che trovate 
persone perse

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori


Un genio immaginifico può attivare la scienza del volo.

venerdì 25 luglio 2014

GiullareNews: Nella foresta pluviale Sud-Americana trovato un nuovo insetto che 'suona' musica ad altissima frequenza. 'Supersonus', l'insetto ultrasonico

In entomologia gli ortotteri vengono classificati come insetti Pterigoti terrestri e se ne contano oltre 20.000 specie nel mondo, più abbondanti nei paesi a clima caldo. In questa sconfinata famiglia d'insetti, i più conosciuti sono: grilli, cavallette e locuste. Possiedono ali anteriori poco larghe, diritte, coriacee, chiamate tegmine (o pseudoelitre o elitre), le posteriori sono membranose, ripiegate a ventaglio. Alcune specie sono attere (insetti privi di qualsiasi traccia, sia pur minima degli organi di volo), il loro corpo è grande, con occhi composti e molto sviluppati, hanno antenne filiformi e l'apparato boccale masticabile.

Gli insetti o atteri hanno perduto la capacità di volare, per via della ridotta dimensione delle ali e secondo gli scienziati è proprio per questo motivo che hanno affinato un nuovo sistema di difesa contro eventuali predatori. Questo sistema di difesa consiste nella capacità di emettere un peculiare richiamo ad altissima frequenza ultrasonica, come fanno i pipistrelli. Le tettigonidi sono insetti già noti per la loro peculiarità di comunicare tra loro mediante questo tipo di richiamo, ed in particolare il maschio produce questo suono (tra i 5 e i 30 KHz) per attirare, anche a molta distanza, le femmine sfregando le sue ali. Finora non si sapeva, tuttavia, che potesse raggiungere picchi altissimi. Questi rumorosi insetti, riescono a scampare agli attacchi dei predatori sfruttando quest'arma di difesa, simile ad un canto ad alta frequenza. Hanno, inoltre, sviluppato un udito tale da permettergli di identificare i richiami a ultrasuoni dei pipistrelli, permettendogli di sfuggire ai loro attacchi di predazione.

Da una ricerca condotta, tra Colpmbia ed Ecuador, dagli scienziati dell'Università di Toronto, di Lincoln e di Strathclyde, è stato scoperto un nuovo genere di ortotteri, di tre specie finora mai osservate in precedenza, capaci di emettere ultrasuoni alla più alta frequenza mai registrata nel mondo animale. Il Sud-America, non solo l'Amazzonia, custodisce la quota più consistente della biodiversità dell'intero pianeta. Un'ulteriore testimonianza, ci viene ora da questa recentissima scoperta. Questa nuova specie d'insetti, osservata per la prima volta, è in grado di emettere ultrasuoni ad altissima frequenza, ma non sono in grado di volare.

Sono stati chiamati "Supersonus" e sono capaci di emettere ultrasuoni alla più alta frequenza mai registrata fino ad ora, raggiungendo i 150 KHz. Nelle nuove specie osservate, una delle due ali funziona come una vera e propria cassa armonica, sulla quale i piccolissimi denti dell'altra producono "canzoni" acutissime, in paragone all'estrema piccolezza degli strumenti usati è una cosa davvero eccezionale. Per comprendere l'enormità di questa scoperta, basta sapere che i grilli raggiungono al massimo 30 KHz, e già si tratta di suoni ben più al di là della capacità uditiva dell'orecchio umano che percepisce frequenze fino a 20 KHz.

Il dottor Fernando Montealegre-Z, della School of Life Sciences dell'Università di Lincoln (UK), spiega che i "maschi" emettono questa melodia, ad altissima frequenza, come se fosse una sorta di serenata romantica, per attirare le femmine, e che tali suoni vengono prodotti grazie alla stridulazione (sfregamento) delle ali atrofizzate l'una all'altra. Secondo James Windmill, del Centre of Ultrasonic Engineering, questa scoperta e lo studio approfondito di questo tipo di evoluzione, per emettere suoni a così alte frequenze, potrebbe essere utile anche per possibili future applicazioni ingegneristiche bio-ispirate.

Caspita però, i maschi, di ogni specie, se le inventano tutte per raggiungere il loro scopo, "l'accoppiamento".
                                        
Lucia Borrello

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Canzone per Ivana - Leonardo Pisani

Cesello le tracce delle mia memoria,
volando tra le selvagge calli;
litanie di falchi, canti profumati,
cesello i solchi nella mia memoria.


E traccio frammenti nel viso delle nubi,
mentre flutto in un vortice leggero,
piume d’acqua, piume di luce,
traccio frammenti del tuo viso.


Scolpisco melodie, fauno da invisibili
Ali, con corone di felci profumate
Dai ricordi dei tuoi lunghi capelli,
scolpisco con il fuoco dell’Oblio.


Pennello il mosaico dei tuoi pensieri,
mescolando polvere luccicante ,onirica,
fluttuata dalle pendici di Avalon,
Pennello il mosaico dei tuoi occhi.


Soffio questa Canzone per Ivana,
lungo lo specchio del Grande Mare,
scivolando sull’infinita Speranza.
Soffio questa Canzone per te Ivana.

Memorie - Michele Scalabrin

Oggi è domenica…
ancora una notte passata con te fai l’isterica,
io metto da parte il mio orgoglio,
ma quello che faccio è quello che non voglio,
con i tuoi modi mi porti sul precipizio
è una situazione pericolosa dovevo capirlo dall’inizio
L’amore a volte offusca la vista,
ti fa perdere il lume di questa vita
che poi non è uguale per tutti
ma quello che voglio è normalita e tu non mi aiuti!!
Leggo e rileggo pensando ad un solo verso
che possa servire a sistemare tutto questo
ma la mente umana non ha limiti,
devo riuscire a staccare e cambiare sennò saranno solo lividi…
Ti affido al destino, al prossimo a Dio…

Haiku di Beppe Malizia

tendesi un ramo 
al di là del muretto 
frutti proibiti

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori


Leggere le ali che un libro pesante dà all'anima...

martedì 22 luglio 2014

Scarpe di tela - Enrico Vergoni

Va incontro al tuo domani

con la fiducia di un bambino
e non con il pianto di un adulto.
Non aspettar che il cielo invii rose
ma si tu terra per il tuo giardino.

Hai lasciato la porta aperta 
correndo tra ali di folla,
hai attraversato lo spazio di un amore
correndo nelle tue scarpe di tela,
non ti seguirò 
ogni vento ha la sua vela.

Abbiam bevuto nel fiume
ubriacando la vita,
abbiam suonato parole d’amore
illudendoci di fregar la morte
ma al risveglio era lì,
regina con la sua corte.

La strada mi corre davanti
si muove e si contorcie.
Morire è capire che non ci sarà più primavera,
ti ho portato a vedere la neve
lì ci siamo detti addio.

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori


L'imperfezione umana può esprimersi in arte perfetta

sabato 19 luglio 2014

venerdì 18 luglio 2014

La liberazione della donna - Anna Maria Mozzoni

“Perché non potrà l’Italia aprire alla donna gli uffici postali e telegrafici come già fa l’Inghilterra?
Perché non potrà l’Italia chiamare la donna all’esercizio delle professioni indipendenti, e, specialmente della medicina, che risponde così bene alla sua pietosa ed intuitiva natura e la salva dall’inquisizione virile, perpetuo oltraggio alla sua verecondia; e perché non potrà farlo, se già si fa negli Stati Uniti?
Perché non potrà il ministero dell’istruzione accogliere largamente la donna ne’ suoi mille uffici d’insegnamento e d’ispezione, e non lo potrà proprio in Italia, che vide in non remota età, e sotto la retriva monarchia papale, le cattedre universitarie coperte una dopo l’altra da donne?
Perché non potrà il ministero dei lavori pubblici, nelle mille sedentarie occupazioni che ne dipendono, impiegare le donne, alle quali lo Stato abbia prima provvisto il tecnico insegnamento, come nella Inghilterra?
Perché non potrà il ministero dell’interno aprire molti rami delle sue amministrazioni alla donna, e piú specialmente le direzioni e le ispezioni degli spedali e degli istituti di beneficenza, gestioni nelle quali i suoi pietosi istinti risponderebbero al mondo della sua sollecitudine?
Mentre l’America, l’Inghilterra, la Svizzera, e fin la Prussia e l’Austria, con rapido cammino si discostano piú sempre dalle vecchie istituzioni, non potrà l’Italia, se non precederle, almen seguirle? Sarà ella questa sempre la terra che, tutta legata al passato, si lascia tutta quanta seppellire sotto la polvere dei secoli? Non si ispirerà essa mai al futuro? Non assumerà essa mai l’iniziativa d’un progresso?”

“La liberazione della donna” di Anna Maria Mozzoni ( Milano, 5 maggio 1837 – Roma, 14 giugno 1920) uscì nel 1865, dopo che il Senato italiano aveva modificato in peggio gli articoli sulla condizione delle donne già approvati dalla Camera dei deputati.
Anna Maria Mozzoni fu una giornalista italiana, attivista dei diritti civili e pioniera del femminismo in Italia.

Haiku di Beppe Malizia

rivolti al sole 
uno col capo chino 
disobbedisce


Poesia da Facebook di Giovanni Zunico

sembrano variopinti stati d'animo,
conflittualmente opposti.
pare nebbia,
il mare mi dondola,
l'unico orizzonte
risulta occluso.
sembra notte,
invece è soltanto illuminata
da tanti giorni di poca luce.
riemerge un calore inestinguibile,
a cercar sollievo, invano,
è soltanto la notte di luci.

Una di quelle storie che non vorreste sentire - Ida D'Antò

Unghie rosse arrotolano una banconota da cento. Il vetro del tavolino riflette i suoi seni rotondi. Avvicina il nasino al centone per ficcarsi nel cervello una striscia bianca a zig-zag. Ricade all'indietro come se un'esplosione l'avesse fatta rotolare via per il rinculo. I capelli, biondi e arruffati le si appiccicano sul viso. Si avvicina al bancone sorridendo, il vento le apre la vestaglia di seta, indossa solo delle mutandine di pizzo bianche con degli autoreggenti. Pare vedermi per un attimo, non ha più paura.
Sale sul cornicione allargando le braccia e vola giù verso l'auto sotto di lei.
Psst, lo fa sembrare così semplice.
Oh, splendido! Anche stasera mi tocca posare la pistola nel cassetto del comodino senza nulla di fatto. Con questa sono duemilacentonovanta notti di fallimenti. 
Duemilacentonovanta città. Duemilacentonovanta alberghi. Duemilacentonovanta comodini.
Inutile dirvi che ormai sto cominciando a fare sogni strani in cui io e la mia pistola limoniamo duro e io non faccio che palparle le sue bocce. Dovreste vederle, sono sode che sembrano d'acciaio con due proiettili per capezzoli che puntano sempre in direzione del mio cuore. Ma in ogni stramaledetto sogno non riesco mai ad arrivare al dunque, così la riaccompagno a casa pieno di angoscia. Abita in un grosso comodino di legno scadente ed il suo letto è una riproduzione gigante di una bibbia.
Si, lo so non c'è che dire, un sogno di facile interpretazione. Il mio analista non ha mai fatto fatica a decifrarmi, diceva che se tutti i pazienti fossero stati come me il suo lavoro non sarebbe stato necessario. Oh, era una cosa che mi mandava in bestia, così una volta gli ho detto :"Beh, indovina coglione il tuo lavoro non è necessario" e ho pisciato nella sua pianta di fico, poi ho sbattuto la porta.
No, non ho sbattuto la porta. 
A dire il vero non gli ho neanche detto quelle cose ma gli ho pisciato nella pianta di fico approfittando di quando era uscito per parlare con un paziente insistente "molto più pazzo di me". Dopo aver innaffiato il suo amatissimo "bodhi" ( lo chiamava così in onore dell'albero di fico sotto cui il Buddha ebbe la sua illuminazione, immaginate che trombone montato fosse?! ) non sono più tornato alle sue noiosissime sedute. Che vada a farsi fottere, lui e tutti gli individui che ho incontrato nella mia vita. 
Non hanno mai capito che non volevo la loro opinione o i loro sguardi saccenti, come se non fossero anche loro un ammasso di carne e budella, come se non facessero parte del mondo animale anche loro come me. Volevo solo che mi guardassero e non capissero, non c'è mai stato niente da dire o da capire, o da analizzare o aggiustare, c'ero solo io. 
I miei alluci strisciano sulle lenzuola fredde in cerca di qualche piega. Sento un chiodo nel cuore. Non sono felice perché non sono libero e non ho il coraggio di liberarmi. 
Non l'avrò mai.
Anche se stasera avrei potuto avercelo. 
Se non fosse stato per quella. 
Adesso non posso spararmi una pallottola su per la gola, lei mi ha già rubato tutta la scena. Ricorderanno l'accaduto come quella sera in cui una figona bionda in lingerie si è sfracellata su una Mustang e il cazzone della camera difronte alla sua finestra si è sparato testa. Naaah non mi piace. 
Quante probabilità c'erano che due persone avessero voluto suicidarsi nello stesso albergo, alla stessa ora e con le finestre una di fronte all'altra? E che cazzo. Beh, forse una su duemilacentonovanta.
A dire la verità tutto quel sangue e quella merda sparsa sul parabrezza mi ha parecchio disgustato per non parlare del rumore spacca-timpani di ossa rotte e budella spiaccicate.
Che gran schifo. 
Peccato peró aveva un gran bel pezzo di carrozzeria.
Dico la Mustang.
E se invece oggi fosse l'ultima sera? è da un po' che ci sto pensando. Ormai sono scappato da duemilacentonovanta giorni e non ho fatto altro che continuare ostinatamente a soffrire per quel senso di oppressione che avevo superato di miglia e miglia.
Non voglio più scappare.
Il primo pensiero, quello che affiora subito alla mente, è che sono diventato un'imbecille. Sono sempre stato uno che fa quello che non vuole fare, andare in chiesa, al lavoro o restare a casa con la mia terrificante famiglia. Intorno a me vedevo solo gente coatta, che quando andava in vacanza e s'indebitava con le banche, tornava a casa ancora più arrabbiata e depressa. In una parola: cretini ed io non volevo più farne parte. Il problema del cretino devo ripropormelo di tanto in tanto, perché non appena abbasso la guardia lui (il cretino) guadagna terreno. 
Insomma, a furia di odiare la vita che ci tocca siamo rincretiniti: questo mi sembra il vero senso, la vera morale del mio viaggio. Ammesso che questo viaggio abbia un senso. Del resto, senso o no, l'occasione è buona per metterci in guardia dall'idiozia che ci assedia.
Non è mai troppo tardi.

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#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori

Vivere senza immaginazione, 
volare senza ali, 
correre senza una meta: 
ossimori..

giovedì 17 luglio 2014

Cercavo - Lucia Borrello

Cercavo amore
in questo mare
di dolore.

Volevo sentire
l’odore della
tua pelle mentre
consumavamo amore.
Cercavo amore
in questo mare
di dolore.
Volevo sentire
il cuore che
palpitava senza
nessun dolore.
Cercavo in ogni volto
il tuo sguardo
profondo come il mare.
Ascoltavo ogni voce,
per sentire le tue parole…
parole d’amore rivolte a me.
Volevo vivere l’amore
come nelle favole di bambina.
Cercavo amore
in questo mare
di dolore.
Volevo avere un angelo
accanto a me
per proteggere il nostro amore.
Volevo amare…
cercavo amore…
Ti ho trovato in
una notte di dolore.


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Voli a perdere? - Simone Giordano

In ore inconsuete, di consueto e per ore, 
apro gli occhi senza prima preoccuparmi di dormire, 
e mi ritrovo a stupire il mio respirare; 
oltre le nuvole. 
Dopo il primo stordimento mi spavento per l'altezza 
che non vedo. 
I miei occhi non scavalcano il biancore, solo il capo spunta dalla spuma. 
Poggio il mento sul cuscino celestiale, 
le sue piume rarefatte mi solleticano appena. 
Quella lieve sensazione di piacere sostituisce la paura nel mio cuore. 
In quell'attimo m'impegno a guardarmi anche attorno 
e mi sorprendo a scrutare i colori; 
Non è solo azzurro il cielo! 
Le sue sfumature sono assai più complicate, 
più che nell'arcobaleno (se è più dell'arcobaleno) 
Bianco, nero, binaroceno, biero-nianco e tanto viola intenso. 
Grazie ad esso (il viola) svia la mia attenzione che vìola il piacere, 
e torna la ragione: 
ma per cosa son venuto fin qua su? 
Forse per amore? 
per i libri che ho letto? 
per la vita che ho vissuto? 
per la gente che ho incontrato? 
per quella che ho odiato, o per quelli che hanno odiato me? 
Un aiuto, per favore un aiuto! 
Al mio grido chi risponde... sono io; 
O meglio l'io di sotto, 
sotto al bianco, e non solo: 
sotto alla capo, al collo, al petto, pancia e coscia. 
L'io che mi risponde con il bianco e lo splendore non ha nulla da spartire. 
L'io dei reni, (per intenderci) dell'ano e del sesso. 
L'io delle ginocchia e delle caviglie. 
Insomma, l'io di sotto ai piedi. 
《Io so perché sei lì》 inizia ad urlare l'io (non io): 
《fuggi via da me perché son te. 
Non apprezzi il mio io perché è solo mio. 
La mia indipendenza non ti fa piacere, 
Il m(io) piacere ti lascia solo e ti fa stare male. 
Vuoi altre compagnie, ed eccoti accontentato; tu, la tua testa e il corpo troncato》. 
Troncato? Senza corpo? Che farò? 
Il terrore di una vita solo testa mi assale. 
A me piace far l'amore, digerire, correre, saltare, mi piace anche cacare. 
Voglio tutto della terra, fatemi cadere, fatemi cadere! 
《Dove vuoi cadere? Non ci provare, da questa altezza nessuno dei due si potrà rialzare》. 
Cosa faccio? Ha ragione (questo io senza ragione). 
Ora provo a ragionarci: 
C'è una sola soluzione, dammi retta vieni qui.

Poesia da Facebook di Giovanni Zunico

ogni parola svela il mio nome
quasi una firma dell'intelletto
poiché lo stesso metodo è il pensiero
che induce la mano in versi scritti
limitatamente all'improvvisazione
e alla vista circostante i luoghi
che appaiono incorniciati
da mille ricami
or dunque si osservino 
assumono profili diversi.

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori

I capelli arricciati
Una canzone nel vento
Carezze dimenticate...
E ci sentiamo più giovani!

mercoledì 16 luglio 2014

Racconti fantastici - Igino Ugo Tarchetti



Composti tra il 1867 e il 1868 i Racconti Fantastici fanno parte dell’ultimo anno dell’attività letteraria dello scrittore, caratterizzato da privazioni e malattie, che sarebbe approdato al triste epilogo della morte per tisi e tifo a soli ventotto anni. Caratterizzati tutti dalla continua sospensione tra il sogno e la realtà, riflettono l’interesse dello scrittore per la follia, lo spiritismo, il sovrannaturale, non esente da ironia, dubbio e scetticismo, elementi rappresentati tutti, dallo scrittore, come casi clinici concreti.

Introduzione a cura di Alessio Buonomo

Alessio Buonomo nasce il 4 febbraio 1978, nel 1996 ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo Classico “V. Pollione” di Formia e successivamente si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Cassino, con una tesi di argomento storico-contemporaneo. All’Università ha collaborato part time presso l’Ufficio del Manager Didattico. Appassionato di studi storici e di politica ha scritto per alcune riviste locali e non, inoltre, ha svolto diverse esperienze nell’associazionismo culturale e non profit assumendo incarichi amministrativi e di ufficio stampa. Nel 2007 ha ricoperto un ruolo significativo nell’Ufficio di Gabinetto del Comune di Gaeta come responsabile delle relazioni pubbliche e istituzionali, cerimoniale e segreteria, terminato nel 2012. Ha seguito un breve corso di studi in “Management della Pubblica Amministrazione” e negli anni successivi un corso più intenso in “Tecniche Legislative e Relazioni Istituzionali” presso il RISL (Rivista Italiana di Studi Legislativi – Roma 2012/13). Attualmente è impegnato nel settore dell’informazione e della comunicazione, del web editing e del web marketing, e come intermediario e consulente commerciale.


Ogni notte - Leonardo Pisani

Memorie, centellinate da oboe,
accarezza brezza di nuovo
giorno, mentre ramingo
vago, sino tuoi orizzonti.
Dionisiaca, mai conosciuta
Dea dei nuraghi, dove bimbo
Giocavo. Mia Dea scomparsa.
Soffio di una rosa cascata.

Corsaro mi è il tempo,
mentre oltre linea, limite,
fioco ti cerco, euforica
Musa. Fumi del passato.
Incerto vagherò, ogni notte
Incrocerò le stelle del Sud,
ti chiamerò, Dea, invano.
Sabelliche preghiere volano.

Immobile navigherò, ogni notte,
Flauti di sirene. Mia Speranza
mai ti accarezzerò.Non vedrai
miei occhi di lieve muschio.
Lento sfiderò l’acre Kaos,
ogni notte, mentre Le Lune
pagane battono viole celtiche ,
Mio animo di lupo ti proteggerà.

Poesia da Facebook di Giovanni Zunico

Non riesco a volare senza le ali
verso imponenti soffi di vento.
non ho la speranza,
la modestia e la somma gloria
di averti avuto al mio fianco.
ne la bellezza delle tue ali,
le quali m'insegnarono a volare.


* * *
No puedo volar sin alas
hacia la imponentes soplos del viento.
No tengo ninguna esperanza,
la modestia y la gloria
que ha tenido a mi lado.
en la belleza de sus alas,
que me enseñaste a volar.

#ScrittureBrevi - Rosanna Salvadori


I sogni, se calpestati, si consumano come fiori offesi.

martedì 15 luglio 2014

GiullareNews: Milano: scoperta molecola che distrugge le 'cellule' che provocano il cancro alla tiroide Istituto Nazionale dei tumori di Milano

 Trovato nuovo sistema che spinge le cellule tumorali a bere fino a scoppiare

Innanzitutto, iniziamo, in breve, a spiegare cos'è la tiroide e cos'è il carcinoma papillare della tiroide. La tiroide è una ghiandola, a forma di farfalla con due ali poste ai lati della laringe, situata nel collo appena sotto la cartilagine tiroidea (il cosiddetto pomo d'Adamo). Le due ali costituiscono i lobi della tiroide, mentre la parte centrale che la congiunge è detta istmo. La tiroide è una ghiandola endocrina e produce degli ormoni (ormoni tiroidei), che entrando in circolo nel sangue hanno la funzione di regolarizzare il metabolismo (azione dell'organismo nel gestire le sostanze nutritive ed inoltre regolarizzare il battito cardiaco e la temperatura corporea, ecc..). Gli ormoni tiroidei, a loro volta, sono messi in funzione solo mediante lo stimolo, da parte dell'ormone TSH (ormone tireostimolante), prodotto dalla ghiandola pituitaria, posta nella parte più profonda del cervello. La ghiandola della tiroide, quando si ammala può produrre un eccesso di ormoni (ipertiroidismo) o rallentare la produzione (ipotiroidismo), curate in entrambe i casi con terapie farmacologiche mirate.

Il tumore della tiroide, invece, è provocato dalla crescita anomala di un gruppo di cellule e può essere, sia benigno, sia maligno (il cancro della tiroide). Ci sono varie forme di tumore alla tiroide, come l'edenocarcinoma papillare (colpisce oltre il 75 % della popolazione), oppure quello follicolare (circa il 15%), il carcinoma midollare (meno del 5%) e il carcinoma anaplastico (meno del 1%) forma particolarmente aggressiva che da precocemente metastasi. I cancri avanzati della tiroide, possono invadere le strutture circostanti (laringe, esofago e trachea) causando difficoltà di respirazione e di alimentazione. Per curare questi tipi di tumore, si ricorre all'intervento chirurgico, asportando tutta la ghiandola. Dopo l'intervento, al paziente, vengono somministrati ormoni tiroidei per compensare quelli mancanti, e nei casi più a rischio di metastasi, si utilizza iodio radiattivo, per completare le procedure terapeutiche. Concludendo, il cancro alla tiroide è una malattia più comune di quanto non si pensi e le più colpite, in proporzione di quattro a uno, sono le donne rispetto agli uomini.

Durante il Congresso Mondiale European Association For Cancer Research, che si sta svolgendo in questi giorni a Monaco, i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, hanno presentato un nuovo metodo per distruggere le cellule che provocano il tumore alla tiroide. La ricerca, è stata pubblicata sulla rivista scientifica ONCOTARGET, è stata condotta dal gruppo di scienziati guidati da Maria Grazia Borrello dell'università meccanismi molecolari del Dipartimento di oncologia, ed è stata finanziata dall'Associazione Italiana ricerca sul Cancro.

Gli esperti, hanno scoperto che utilizzando una particolare molecola a contatto con le cellule tumorali della tiroide, le costringe a "bere" fino a scoppiare. Questa molecola "miR-199a-3p", che in genere è presente in bassi livelli nel carcinoma della tiroide, se viene reintrodotta è in grado di intossicare le cellule tumorali. La sua produzione, dicono i ricercatori, porta le cellule del tumore a riempirsi di liquido extracellulare fino a scoppiare, causando una morte di massa di queste cellule. Questo risultato è di interesse sia per i pazienti con carcinoma papillare della tiroide, sia in generale per terapie antitumorali innovative, spiega Maria Grazia Borrello.

Il carcinoma papillare della tiroide è in costante crescita e sebbene generalmente sia associato a una buona prognosi dovuta alla risposta positiva ai trattamenti chirurgici o con radio terapia, il 10% dei casi presenta una malattia progressiva e resistente alle terapia tradizionali. Inoltre essendo le cellule tumorali molto resistenti all'apoptosi (morte programmata delle cellule) l'identificazione di questa molecola "miR-199a-3p" che induce la morte delle cellule è di sicuro interesse anche per altre patologie tumorali. Recentemente, sulla rivista Cell, come sottolinea il direttore, Marco Pierotti, dell'Istituto dei Tumori di Milano, è stata data nuova evidenza all'argomento, in quanto è stato identificato un composto "VACQUINOL-1" in grado di indurre morte per metuasi in cellule di glioblastoma. La scoperta del gruppo di ricerca di Maria Grazia Borrello, costituisce un nuovo metodo di induzione della metuasi (ovvero del bere fino ad essere intossicati) aprendo nuove porte a terapie innovative contro i tumori.

E' una grande soddisfazione sapere che abbiamo, ancora in Italia, ricercatori di questo calibro e speriamo che le istituzioni aumentino le sovvenzioni per la ricerca.

Lucia Borrello

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