Google+ Il Giullare Cantastorie - Scrittori, artisti e band emergenti: Aisha - Leonardo Pisani

venerdì 27 giugno 2014

Aisha - Leonardo Pisani

Flash... Irruppe come un lampo; ma prima arrivarono le stelle, poi il suono di un tonfo senza alcuna poesia di una pioggia battente odi un acquazzone estivo, come quelli che Rosario ricordava da giovane nella sua Sicilia. Fu un lampo, certo, ma meno poeticamente un gancio destro buttato senza neanche tanta maestria,sgusciato dentro un sinistro lanciato senza passione, senza forza,senza disperazione. Un secondo, forse neanche una frazione di un attimo e Rosario si trovò ad ascoltare il freddo tappeto del ring ; un tempo non sarebbe successo.Un tempo avrebbe rivisto l’identica scena ma al suo posto uno dei tanti avversari senza volto o con strani nomi che incontrava. Giorni lontani che spesso a stento ricordava,qualche titolo di giornale, il titolo italiano, in match vittoriosi in diversi angoli d’Europa. Ora, invece si era trasformato inun sacco vivente per giovani boxeur di belle speranze, un perdente dalla borse impoverite, facile preda di giovani avvolto del quadrato.
Si alzò. Velocemente solo per quel orgoglio siculo che non l’aveva mai abbandonato; per fortuna.
Ed ancora un round, un altro round ed un altro ancora per guadagnarsi quei pochi euro di cavia umana.
– a campioneeee...magni troppe schifezze e ti sei appesantito. Vai dal dietologo convenzionato che per 100 euro ti rimette in forma. Era Franco, l’allenatore in seconda dell’Indomita Pugilato, l’unico che lo chiamava per allenare le giovani promesse.
“100 euro, ci mangio due settimane al Mc...” pensò, mentre rispose che prima o poi ci sarebbe andato.
Poi la doccia, un lusso che di rado si permetteva se non quando rimetteva piede in palestra per farsi r empire di ganci e montanti. Che meraviglia, calda, rilassante faceva dimenticare ogni cosa della sua vita andata a rotoli: il matrimonio, la carriera, la sua vita stessa farcita di stenti e di cazzotti quasi a gratis.Eppure una volta era un emergente, non un campionissimo ma un ottimo professionista: rare sconfitte e tante vittorie da portarlo alla corona italiana e metterlo in corsa per l’Europeo. Poi qualcosa non andò,innamorato incominciò a sentire i colpi e non colpire più con la precisione e a forza di un tempo. Poi il destino prese il sopravvento, un incontro sbagliano, due, tre quattro sconfitte, e la rottura con Maria. Lo chiamavano Bozooka con quell’enfasi del mondo della boxe; dove tutti hanno un soprannome:mano di pietra, il cobra, kid, sugar... ora non aveva neanche quel nomignolo:perdente in tutto...
Lasciò la palestra,s’avviò alla fermata del bus, rollò una sigaretta con tabacco cubano nell’attesa per quel appuntamento serale cui mai avrebbe mancato. Mai, mai,mai.
Lo spaccio del quartiere dove viveva, era pomposamente chiamato The Drugstore per dare un aria americana ad un locale frequentato da arabi, africani, filippini e qualche raro avventore italiano come Rosario. Ogni tanto un caffè d’orzo, la scusa di mangiare un Kebab, oppure di chiedere a le cosa fossero quelle strane mercanzie d gli ancor più strani nomi. Lei sempre cordiale, con un sorriso di rara bellezza scintillante di perle bianche rispondeva anche più volte alla stessa domanda. No, Rosario aveva memoria, ma era la scusa per poter parlare con Aisha, seppur la sua timidezza non gli aveva mai in tanti mesi fatto osare una normale conversazione. Preferiva stare nel Drug, parlare con chiunque e soprattutto osservare lei, la sua ambrata pelle egli occhi di una gazzella.Aisha, la sua Aisha che scacciava gli incubi di una v ta che fu e gli stenti di una vita presente. L’antico welter ,ora pesante mediomassimo,era a suo modo uno stoico: lavori occasionali, lo sparring per un pugno di euro, qualche incontro sempre da perdente ma ormai sempre più rari.

Rimpianti ne aveva,troppi ma la sua rassegnazione per qualcosa cui nulla a potuto e nulla forse poteva evitare, ora la sopportava con la modestia e l’umanità di un uomo che sapeva di essere finito in un vortice di mediocrità, cui nulla può e nulla poteva per rimediare.
Squillò il suo NokiaUsato

- Sei Sveglio? Era Seghezzi il suo manager
- Si dottore, novità? Rispose Rosario
- Manca l’avversario per Rodriquez, lo spagnolo. Te la senti di fare 8 round?
- Come no' , dottore,.. dove e quando volete
- Allora a Giardini Naxos, 500 euro, biglietto di treno andata e ritorno. Il 20 agosto alle 8 devi essere lì per firmare contratto e fare peso. Certa di non superare gli 82 chili se no va tutto a rotoli e paghiamo penale.
- Non preoccupatevi dottore, sarò in forma.
Sapeva di non esserlo e Rodriguez era un emergente, poca tecnica ma una forza bruta della natura,veloce ed il pugno avvelenato. Ma 500 euro non erano da buttare e sopratutto ritornare a gratis nella sua Sicilia, lo rendeva felice.
Fece un salto in palestra: un po’ di corda, il punching ball alla francese, qualche round di pera e per finire una mezza ora di corsa leggera. Poi il peso,79 kg,bastava non eccedere, nessun problema e nessuna penale.
Doccia calda in fretta e poi di corsa alla fermata bus, questa volta avrebbe parlato ad Aisha del suo prossimo match, semmai esagerando sull’importanza dell’impegno.
Era lì sempre dietro al bancone a mescere orzo o ginseng,con il suo sorriso per tutti, a ridere semmai qualche battuta e sorridere a qualche frase.

- Ciao Aisha
- Ciao,caffè al Ginseng?
- Perchè no... Sai domani sera parto per la Sicilia, lamia terra
- Vacanze?Che bello
- No,ho un incontro, sai sono un pugile
- Si,si.. so, so e sei Bravo.
- Non sono male. Ho un buon pugno e se vincerò chissà poi combatto per ilt itolo.
Non le aveva mai parlato, se non per chiedere un caffè o la scusa per informazioni , ma inulla di personale. Ritornò a casa, dondolando quasi fosse stato pestato perbene in allenamento ma era solo felicità, aveva parlato alla Aisha, finalmente.

Rosario perse il treno di pomeriggio, arrivò a Messina poi a Giardini Naxos con un’auto dell’organizzazione, in tempo per il peso e firmare il contratto. Uno strano incontro, dal primo al sesto round Rodriguez si divertì a colpirlo come e quando voleva, con forza e cattiveria ma anche quando poteva finire il match non affondava la mazzata finale; lo spettacolo prima di tutto. Poi il surreale ,l’iberico lanciò un diretto destro potente ma lento, telegrafato e l’antico boxer deviò con la mano sinistra ed’istinto colpì d’incontro. I giornali del giorno dopo scrissero un trafiletto :”incontro vinto da Rosario Spatafora con un colpo fortuito”. Il vecchio campione vinse,massacrato e dolorante ma vinse anche se per fortuna, cosa importa ogni incontro a una storia a sé.
L’esperienza di anni di pugni gli avevano insegnato tanto,tanto da comprendere l’eccezionale ma cosa importa, si godette la vittoria che leniva ogni dolore ai punti vitali colpiti da Rodriguez e quel maledetto mal di testa non gli faceva certo dimenticare Aisha dagli occhi di cerbiatta.

Il ritorno a Milano portò tutto nella solita vita senza qualità e senza slanci, ma qualcosa nel vecchio combattente era successo. Ritorno all’Indomita, si allenò con Franco come da anni non aveva mai fatto e a bruciapelo chiese :“Ho vinto ma se dovessi fare per 100 volte quell’incontro lo perdo per Ko. Ho 38 anni, dimmi Franco potevo diventare un Campione?”
Franco tentennò poi rispose con difficoltà: “Potevi Rosario,potevi, peccato il tempo è passato”.
“Fa nulla” pensò dopo preso da una strana frenesia si vesti, saltò la calda doccia e di corsa uscì;neanche il bus prese preferendo camminare. L’unico pensiero in quel suo mal di testa era di rivedere Lei, di parlarle di non essere sconfitto dalla suatimidezza.Parlarle come mai aveva osato, accarezzare le sue mani di velluto e dirle “Ti Amo coma mai ho amato”.
Rosario arrivò al Drugstore,ma non entrò, si limito ad osservarla pletora di clienti dalle mille lingue ed accenti, celato dietro ai pilastri della banca osservò Aisha da lontano poi andò via, fino al bar più lontano. Una grappa, un gin e poi altri 2, 3 senza contare e senza mai smettere di sognare di poter accarezzare la sua pelle ambrata e di baciare teneramente le sue labbra di cedro. Poi il buio, fu malamente cacciato da un cameriere e barcollando tornò a casa, con quel maledetto mal di testa reso ancora più forte dall’umidità d’un agosto lombardo.
Dormi fino a pomeriggio inoltrato, si sveglio a fatica non avvezzo a bere e preparò il sacco con indumenti e guantoni da allenamento. Franco era sempre al solito posto,sigaretta in bocca accesa malgrado il divieto di fumare, qualche novizio faceva boxe all’ombra e i big della società sarebbero arrivati a breve., 
“Ehi Bazzookaaaaaaaa ma non ti riposi dopo le mazzate prese da Rodriguez?” scherzo Franco
- No,sto bene ed ho bisogno della pagnotta, faccio sparring anche oggi per i tuoi campioncini

Un normale allenamento,Rosario usava il mestiere di anni di boxe e decine di incontri, mentre il nuovo talento cercava di colpire con maggior forza possibile il vecchio boxer.
Un lampo ed un tuono colpirono Rosario: il solito sinistro troppo largo e troppo lento, mentre il giovane con arte fece un passo a sinistra tirando un cross destro d’incontro.Poi il gong di fine ripresa,Rosario abbassò la guardia ma fu colpito al volto.
Franco aprì la bocca dallo spavento, la sigaretta cascò a terra, il giovane pugile immobilizzato.
Rosario resto quattro o cinque secondi immobile, poi crollò al tappeto a faccia giù.
I suoni della palestra cessarono, tutti si diressero verso il ring, mentre Franco con un asciugamano soccorse il vecchio campione.
- Bazooka senti? Gridò Franco
- Rosarioooooooooo..rispondi----
- Dai cazzo,campioooneeeeee alzati...
-Aisha- disse Rosario,poi chiuse gli occhi, ma c’era tanta luce ed il mal di testa era finito. Non aveva mai immaginato che in quello scantinato potesse esserci tanta luminosità,tanti colori e soprattutto quegli occhi di gazzella che amava.
- Aisha, Aisha-Aish..... E poi venne il buio.

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