Google+ Il Giullare Cantastorie - Scrittori, artisti e band emergenti: Poesia Manifesto - Micaela Balìce

martedì 17 giugno 2014

Poesia Manifesto - Micaela Balìce

… in realtà

scrivo poesie per pigrizia
e per amor di sintesi …


La poesia non vende, la poesia non viene pubblicata facilmente (perché non vende), la poesia non viene distribuita (qualche ripiano in basso, in fondo, nelle librerie, niente vetrine, supermercati meno che mai).

Eppure d’altro canto la poesia viene scritta in modo forse inflazionato, viene scritta troppo, generalmente, a volte senza rifiniture, come un libero slancio comunicativo e/o emotivo, distribuita fra concorsi e circoli culturali, pubblicata a pagamento o via web.
Talvolta pare che chi non riesca a scrivere un romanzo si dedichi alla più semplice poesia.
Talvolta pare che sia un diletto per adepti classicisti dotati del potere della metrica ed infinitamente lontani da noi comuni mortali.
Altre volte pare invece che tutto sia lecito, che tutto sia poesia ovvero libera espressione del sé.

Dato il quadro discretamente confuso, non mi resta che esprimere cosa sia per me la poesia e perché ho scelto di usare, studiare e raffinare questo linguaggio piuttosto che altri.
Questo è il mio Poesia Manifesto.

La Poesia

È linguaggio del Creativo, abilità espressiva di ciò che è primario e si nasconde nei recessi della propria anima. È magma primordiale – né buono né cattivo – a cui vien data forma; è suono, Ritmo, quindi Musica e la Musica l’ha sempre accompagnata.

È Passione, Carnalità, Eros e Thanatos: energie vitali abbracciate strette l’una all’altra che consentono di succhiar la vita fino al midollo.

È Sintesi, Essenzialità, libertà dal superfluo.

È Visione e Chiaroveggenza: la capacità di vedere con chiarezza la realtà al di là degli stereotipi e delle convenzioni, oltre il contingente, senza miopia ma con lo sguardo d’aquila che sa guardare da altezze tali da consentire ampie prospettive.

E così diventa anche Rivoluzione e senso di Giustizia: la possibilità di sovvertire sistemi di pensiero iniqui, preconfezionati, istituzionalizzati, cronicamente abbarbicati su sé stessi.

È, talvolta, Linguaggio Sacro: ascolto e preghiera, richiesta e risposta, contatto mistico con il senso eterno dell’esistenza, linguaggio archetipale dell’essenza – scintilla divina – presente nell’essere umano come in tutta la creazione.

È profonda Trasformazione – e con essa Guarigione – richiesta a chi scrive e donata o condivisa con chi legge.

È così Magia della parola, grazie alla sua capacità di modificare la realtà.

La mia poesia è infine anche espressione profonda del Femminile, di un modo altro di vedere il Mondo e le sue regole, un modo sovente dimenticato o sottostimato.

Micaela Balìce
Verrua Savoia, 20 luglio 2011